Segni di Rottweiler… in rete!
Cercando notizie sui rottweiler in rete, capita spesso di inserire diverse parole chiave sui motori di ricerca.
Ovviamente, per la quantità di notizie che saltano fuori, si ha maggiore successo associando parole come “aggressione”, piuttosto che – ad esempio – termini come “eroe”.
Di recente, giusto per andare oltre confine (geografico), ho fatto girare su “google immagini” la combinazione “rottweiler attack”. Inutile dire quali immagini vengono fuori. Le foto di “segni” permanenti rimasti indistintamente su bambini e adulti si avvicendano a pose di rottweiler che mostrano il peggio della loro “dentatura”… C’è da chiedersi: “ma veramente il mio cane ha quella bocca!?”.
Spesso si tratta di vere e proprie immagini da film horror (visto che il rott. ha pure avuto la fortuna di essere unico protagonista di un paio di film di questo genere!).
Di fatto, cambiando la chiave con “pittbull attack” le foto delle vittime aumentano. E se ne trovano in gran quantità anche associando ad “attack” la parola “bulldog”.
Con grande sorpresa iniziale, almeno per me, relativamente ai “dobermann” non esistono immagini di questo tipo. Ma come? Fino a buona parte degli anni 80’ questa razza era intesa come la più pericolosa che si potesse incontrare…
Un libro di quegli anni – che pochi giorni addietro tenevo casualmente per le mani – riportava testualmente: “Più denigrato del Dobermann è impossibile trovarne!”… Patrick Mioulane – autore de “Il cane da guardia” (Armenia Editore) – quando scrisse questa frase nell’ormai lontano 1988 non sapeva che tale ruolo in seguito sarebbe toccato, loro malgrado, a rottweiler e pittbull. Non sapeva che, fatta eccezione per qualche rimasuglio di leggenda metropolitana (ancora capita di sentire la burla che il cervello del dobermann cresce più della scatola cranica in cui è contenuto!), proprio il dobermann sarebbe stato dimenticato.
Dimenticato dai media? A quei tempi internet era agli albori, pertanto è facile spiegarsi come certi “segni” possano essere di difficile reperimento riguardo i dobermann.
In realtà, il dobermann è stato dimenticato da certi facinorosi che hanno preferito e messo al guinzaglio “altri” cani di un certo tipo, rovinandone la reputazione con gesta di cui – non mi stancherò mai di scriverlo – il cane stesso non può averne responsabilità!
Quindi, che fare? Augurarsi che la stessa sorte avuta dai dobermann possa toccare ai rottweiler (e ai pittbull)? Credo non sia il caso, perché significherebbe che altre razze avranno “armato” l’incoscienza e la stupidità di queste persone. Ci sarebbe da augurarsi che queste stesse persone si possano estinguere, ma sinceramente pare di chiedere la luna!
Esistono altre chiavi riguardo i rottweiler che, già oggi, restituiscono maggiore giustizia a questa razza: “rottweiler pet therapy”.
Facendo girare i motori di ricerca su quest’argomento non di rado saltano fuori immagini come quelle sotto riportate. Per adesso consoliamoci così!


A questo proposito, inserisco anche il link dell'allevamento "DI FRAGIUELEPAV", riconosciuto ENCI e FCI e impegnato con i suoi istruttori nella pet therapy.












