Parvovirus
La Famiglia Parvoviridae comprende Virus nudi a simmetria icosaedrica (32 capsomeri) , caratterizzati da un diametro di circa 18-26 capsomeri.
Si tratta di virus molto resistenti, capaci di sopportare una temperatura di 60° per 1ora e pH fra 3 e 9; resistono ad enzimi proteolitici e disinfettanti.
Il genoma risulta essere costituito da DNA monocatenario 5-8 Kb (VP1, VP2, VP3). Utilizzano enzimi cellulari (DNApol),dimostrando un tropismo per cellule in intensa attività replicativa , quindi soprattutto nei feti , per i quali dimostra però un tropismo transitorio , o , nei soggetti giovani , nei tessuti in rigenerazione come fegato ed ossa.
Replicazione endonucleare da inclusi eosinofili. Virus emoagglutinanti.
La famigli Parvoviridae comprende tre generi distinti:
-Genere parvovirus, comprendente il parvovirus suino, il virus della panleucopenia del gatto, il virus della parvovirosi canina ed il virus della gastroenterite del visone.
-Genere dependovirus,rappresentato da virus difettivi, che necessitano di virus helper (adenovirus)
-Genere densovirus, rappresentato da virus che infettano gli artropodi.
Replicazione
L' ingresso di questi virus avviene solitamente per endocitosi. A partire dal DNA genomico (-) si generano 2 mRNA ed un intermedio replicativo di DNA bicatenario.
La sintesi riguarda sia filamenti di DNA (-) e DNA (+).Nell'ambito dell'assemblaggio nucleare è possibile anche l’ impacchettamento di virioni con DNA (+) in proporzione dall’ 1 al 50%.
PARVOVIROSI DEL CANE
E' una malattia grave del cucciolo comparsa improvvisamente nel 1977, esistono due forme cliniche : enterite e miocardite.
In pochi anni è divenuta una panzoozia.
EZIOLOGIA
Ricerche sierologiche retrospettive hanno dimostrato che il virus non circolava nella popolazione canina prima del 1977.
La sua comparsa improvvisa in diverse parti del mondo fa pensare che possa essere una variante del parvovirus agente della panleucopenia felina, adattato a cellule di cane e diffuso accidentalmente con prodotti biologici (vaccini).
I primi parvovirus isolati nel cane avevano maggiore correlazione con il virus della panleucopenia felina. C'è un certo grado di plasticità biologica che ha permesso infatti un maggiore adattamento al cane.
Spettro d’ospite in vivo: canidi (cane, lupo, volpe, coyote, furetto )
Spettro d’ ospite in vitro: cellule primarie di cane, gatto, bovino, in parte uomo, linea CRFK. Cresce in cellule in intensa attività replicativa.
CPE: scarso e poco caratteristico. L’antigene virale viene identificato con prove di emoagglutinazione.
Nel cane si ritrovano due diversi parvovirus: CPV1 e CPV2
CPV1 è apatogeno, non correlato ad altri parvovirus
CPV2 è l'agente della gastroenterite-miocardite, correlato con il parvovirus felino.
Grazie alla spiccata resistenza agli agenti inattivanti (calore, pH)in pochi anni si è diffuso su scala mondiale.
PATOGENESI
(FORMA ENTERICA)
La via di infezione è orale, abbiamo una prima replicazione nei tessuti linfoidi dell’ orofaringe e LN meseraici. Si ha quindi viremia ed una seconda replicazione: organi linfoidi, milza, timo, placche del Payer, mucosa intestinale (cripte epiteliali alla base dei villi) con escrezione enorme di virus in fase acuta (5-7gg). Il virus non è di norma più isolabile dopo il 12° giorno.
(FORMA MIOCARDICA)
Compare nei cuccioli molto giovani (entro le prime due settimane di vita) o in soggetti che si infettano in utero negli ultimi 15 giorni di gravidanza. Nel cane le cellule miocardiche sono in intensa moltiplicazione priprio in questo periodo ed il virus modula il proprio tropismo in base alla attività della DNA polimerasi necessaria alla sua moltiplicazione. Questo tipo di forma è in diminuzione per l'aumento dell'immunità di popolazione che si è instaurata mediante vaccinazione.
EPIDEMIOLOGIA
Il parvovirus del cane per l’alto grado di resistenza nell’ambiente è diffuso su scala mondiale.
Il virus viene trasmesso per via orizzontale (animali ammalati in fase acuta che eliminano il virus con le feci, vomito, urina), verticale e per via indiretta (strumenti, ambulatori ecc.)
CARATTERI DELLA MALATTIA
- forma enterica
Interessa cuccioli neonati o in svezzamento (con il cambio di alimentazione vi è un rapido turnover dell’ epitelio intestinale).Questa forma determina nell'animale depressione, anoressia, febbre in terza giornata. E' presente vomito e diarrea emorragica. Negli animali colpiti si può avere leucopenia temporanea. L'ileo e il digiuno sono i tratti più colpiti. Si determina inoltre congestion dei LN meseraici con petecchie emorragiche.
Nel cucciolo affetto da parvovirosi abbiamo: addome teso, retratto, riluttanza al movimento, atteggiamento cifotico.
- forma miocardica
Determina una miocardite acuta non suppurativa nei cuccioli neonati (nati da madri non immuni).E' una forma oggi molto rara. Dà manifestazioni improvvise, dispnea, conati, morte rapida; può non essere seguita da enterite; a volte si manifesta alcune settimane dopo guarigione dalla forma enterica. E' un’ insufficienza cardiaca acuta, con dilatazione delle cavità cardiache, edema polmonare, congestione epatica, idrotorace e ascite. Si rilevano striature biancastre sul miocardio.
IMMUNITA'
Come tutti i parvovirus CPV è molto immunogeno.
Gli anticorpi circolanti compaiono dal 4°giorno dopo l'infezione e persistono per 2 anni.
Per la protezione del cucciolo è importante l'immunità umorale ( sia attiva che passiva) e non locale (vedi patogenesi).
DIAGNOSI
Si può fare su base clinica.
Virologica attraverso l'isolamento e identificazione del virus (metodi lenti).
Identificazione diretta dell’antigene: ELISA, emoagglutinazione (da sospensioni di feci), ME (sono possibili falsi positivi dovuti a CPV1, apatogeno).
PROFILASSI
Disinfezioni accurate (efficaci i composti clorati: ipoclorito di sodio, cloramine).
Profilassi vaccinale:
Esiste un periodo critico per il cucciolo in cui il titolo degli anticorpi passivi (che possono perdurare da 9 a 18 settimane) può interferire con la vaccinazione ma non risultare protettivo verso cariche virali elevate (IEA<1/40).
Vaccini inattivati: più sicuri ma risentono maggiormente dell’ interferenza degli anticorpi materni.
Vaccini attenuati: conservano un certo grado di virulenza (viremia ed escrezione).
Si devono fare 2 interventi (4 in situazioni di elevato rischio) ad intervalli di 3 settimane a partire dalla 9 settimana. In caso di emergenza nelle prime vaccinazioni vengono impiegati vaccini eterologhi.














